Pioniere del racconto digitale dei parchi di divertimento, Efrem Lamesta è oggi il content creator di riferimento per appassionati e curiosi del settore. Primo in Italia a trasformare questo mondo in un vero e proprio linguaggio narrativo, ha contribuito a definirne codici e tendenze, portando milioni di utenti alla scoperta dei parchi a tema. In questa intervista ci accompagna dentro Tokyo Disneyland e Tokyo DisneySea, tra cultura pop, ossessione per il dettaglio e un modo completamente nuovo di vivere la magia Disney.
Tokyo Disneyland è davvero il miglior parco Disney al mondo?
Molti sostengono che lo sia, e in realtà credo che ci sia molta verità in questa affermazione. A Tokyo esistono due parchi: Tokyo Disneyland e Tokyo DisneySea.
Proprio quest’ultimo è spesso considerato il miglior parco Disney del mondo. Il livello di cura, le ambientazioni, le attrazioni uniche e la qualità generale dell’esperienza sono davvero impressionanti.
La cosa più assurda che hai visto lì dentro che in Europa non esisterebbe mai?
Probabilmente la quantità di persone disposte a fare ore di coda per incontrare i personaggi.
Ho visto file da 300 minuti per un meet and greet con Paperino, mentre alcune attrazioni avevano tempi di attesa molto più brevi. L’amore e l’attenzione che il pubblico giapponese dedica ai personaggi Disney è qualcosa di davvero incredibile.
Se hai solo un giorno: meglio Tokyo Disneyland o Tokyo DisneySea?
Io sceglierei Tokyo DisneySea senza esitazione. È un parco molto più particolare e unico.
Tokyo Disneyland è comunque bellissimo, ma DisneySea offre qualcosa di completamente diverso rispetto a qualsiasi altro parco Disney nel mondo.

Il Giappone è famoso per le sue file ordinate. Vale anche nei parchi Disney?
Assolutamente sì. Le file sono estremamente ordinate e organizzate.
Una cosa che mi ha colpito molto è vedere persone lasciare una tovaglietta o uno zaino per tenere il posto in fila mentre si allontanavano per qualche minuto. In alcuni casi sono stati gli stessi cast member a spostare gli oggetti in avanti per mantenere la posizione in coda.
Da italiano non posso non farti una domanda sul cibo. Come si mangia dentro a Tokyo Disneyland?
Molto bene. Il cibo è spesso adattato ai gusti locali, quindi si trovano piatti particolari ma perfettamente coerenti con la cucina giapponese.
A Tokyo DisneySea, ad esempio, c’è un curry che personalmente adoro e che ogni volta mi sorprende per quanto sia buono.
Attrazione sottovalutata che ti ha fatto dire “questa da sola vale il viaggio”?
Sicuramente *Journey to the Center of the Earth*, situata nell’area dedicata a Jules Verne. È un’attrazione incredibile ambientata all’interno di un vulcano.
Dal punto di vista scenografico e narrativo è una delle più spettacolari che abbia mai provato.
Quanto è diverso il pubblico giapponese rispetto a quello europeo?
Molto. È generalmente più ordinato, rispettoso e organizzato.
Una cosa che mi ha sempre colpito è vedere le persone salutare le attrazioni in movimento, come il treno del parco, quando passano vicino ai percorsi pedonali. È un piccolo gesto, ma succede continuamente e crea un’atmosfera molto speciale.
App e tecnologia: quanto è importante organizzarsi prima per vivere al meglio il parco?
È molto importante arrivare preparati. L’app del parco è fondamentale, soprattutto quando ci sono nuove attrazioni o esperienze molto richieste.
In generale è sempre utile informarsi prima, magari guardando qualche video o leggendo informazioni sul parco, per capire quali attrazioni privilegiare e come organizzare la giornata.
Merchandising: l’oggetto più strano che hai visto?
Probabilmente i cappelli giganteschi a forma di testa dei personaggi.
Uno dei più divertenti è il cappello di Pippo: ha due pompon che, se premuti, fanno muovere le orecchie come se fossero animate.
Le parate e gli show sono più spettacolari?
Non necessariamente più spettacolari rispetto a quelli americani o europei, ma cambia molto il modo in cui il pubblico li vive.
Il pubblico giapponese partecipa in maniera estremamente immersiva e rispettosa, e questo contribuisce a rendere l’esperienza ancora più coinvolgente.
C’è qualcosa che ti aspettavi incredibile e invece ti ha lasciato un po’ deluso?
La prima volta Tokyo Disneyland, ma più che altro per le condizioni della giornata. Era gennaio, pioveva e faceva molto freddo, quindi non sono riuscito a godermelo al meglio.
Quando sono tornato l’ho rivalutato molto.
Parliamo di budget: è un’esperienza accessibile?
In realtà sì. Il prezzo del biglietto è tra i più economici tra tutti i parchi Disney nel mondo.
Ovviamente bisogna considerare il costo del viaggio fino a Tokyo, ma se lo si inserisce all’interno di un viaggio già programmato in Giappone, allora l’esperienza è assolutamente accessibile.
Se dovessi girare un solo contenuto virale lì, cosa sceglieresti?
Probabilmente punterei sulle reazioni dei visitatori giapponesi alle attrazioni.
Sono incredibilmente espressivi e genuini nelle loro reazioni, e questo renderebbe il contenuto molto divertente e spontaneo.
Dopo Tokyo gli altri parchi Disney sembrano “un po’ meno”?
No, in realtà no. Ogni parco Disney ha la propria magia e la propria identità.
Tokyo DisneySea è considerato il migliore perché è estremamente unico, ma è proprio la diversità tra i parchi a rendere ogni esperienza speciale. E visitare Tokyo mi ha fatto apprezzare ancora di più questa varietà.
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