Tra i simboli dell’estate giapponese, la ramune occupa un posto a sé. Non tanto per il gusto — un lemon-lime dolce, simile alla cider giapponese — ma per il suo contenitore: una bottiglia di vetro sigillata da una biglia. Apparentemente un semplice soft drink, la ramune è in realtà il risultato di un incontro tra innovazione britannica, spirito commerciale del periodo Meiji e cultura pop giapponese.
Una bibita importata nel Giappone che si apriva al mondo
Nel 1884, il farmacista scozzese Alexander Cameron Sim, trasferitosi a Kobe, introdusse in Giappone una limonata frizzante di ispirazione occidentale. All’epoca, le bevande gassate erano promosse anche per i loro presunti benefici contro il colera. Dopo un articolo sul Tokyo Mainichi Shimbun, la “marble soda” — così chiamata per via della biglia nella bottiglia — iniziò a diffondersi.
Il nome “ramune” è una traslitterazione giapponese di lemonade. Non si trattava di un marchio, ma di una categoria di prodotto che nel tempo si è affermata come parte della cultura estiva giapponese.
Il design: la bottiglia di Codd
La particolarità della ramune sta nel suo contenitore: la bottiglia Codd, inventata dall’inglese Hiram Codd nel 1872. Il vetro spesso e la biglia incastrata nel collo della bottiglia creano una chiusura ermetica grazie alla pressione del gas interno. Per aprirla, è necessario spingere la biglia verso il basso con una piccola leva in plastica.
Questo sistema, scomodo e costoso da produrre, è stato abbandonato in quasi tutto il mondo — tranne in Giappone e India. In Giappone, la bottiglia Codd è diventata parte integrante dell’identità della ramune.
Ramune nei festival estivi
Negli anni successivi, la ramune si è affermata come bevanda da matsuri. Oggi è venduta in bancarelle mobili, festival scolastici, supermercati e combini, soprattutto nei mesi più caldi. L’estetica della bottiglia, spesso accompagnata da grafiche kawaii o collaborazioni con personaggi noti (come Hello Kitty), ne ha rafforzato il legame con l’infanzia e l’estate.
Gusti, varianti e sperimentazioni
Il gusto originale, ancora oggi il più venduto, ricorda una soda al limone e lime. Tuttavia, la ramune è nota anche per le sue varianti stagionali o eccentriche: dai classici come melone, uva e lychee, a edizioni limitate al gusto wasabi, takoyaki o clam chowder.
Questa sperimentazione ha alimentato l’interesse per la bevanda anche tra appassionati di cultura pop, collezionisti e turisti.
La bottiglia con la biglia è presente anche in numerosi anime, manga e videogiochi, spesso associata a scene estive o infanzia. È anche comparsa come metafora in titoli come Chitose Is in the Ramune Bottle, a conferma della sua valenza simbolica
Oggi
Oggi ramune è considerata un prodotto nostalgico ma attuale, che continua a essere riproposto in nuove versioni, packaging e campagne. La bottiglia, in particolare, è stata recentemente al centro di un progetto di restauro: nel 2025 verrà lanciata una versione “HATA PREMIUM” completamente in vetro, con tappo in legno, pensata per riproporre l’esperienza originale della ramune pre-industriale.
In un panorama di bevande sempre più standardizzato, la ramune resta una delle bibite giapponesi che coniuga memoria storica, design distintivo e identità culturale.
[Fonte della foto: Kelly Loves]
Torna alla pagina precedente
