06 Luglio 2026

Giorgia Cardoni

Giorgia Cardoni

Autrice e scrittrice, ama raccontare ciò che accade dietro le quinte della realtà: storie che ispirano, emozionano e stimolano il pensiero critico. Con uno stile diretto e curioso, esplora temi che spaziano dalla cultura contemporanea alla vita sociale, cercando sempre di costruire un ponte tra informazione e passione.

 Il dolce di primavera dal 1717

Ogni stagione in Giappone porta con sé i suoi colori e sapori distintivi, ma è la primavera a regalare forse i momenti più intimi di celebrazione. Tra i dolci che accompagnano questa stagione, il Sakuramochi (桜もち) è uno dei più amati e simbolici, un vero e proprio emblema della tradizione dei wagashi, i dolci giapponesi preparati con ingredienti naturali e sapori delicati. Ogni anno, durante il periodo della fioritura dei ciliegi, il Sakuramochi diventa un dolce simbolico, celebrando la bellezza e l’eleganza di questa stagione tanto attesa.

Il Sakuramochi è composto da una morbida pasta di riso dolce (mochi), caratterizzata dal suo delicato colore rosa, che avvolge un ripieno di anko, una pasta di fagioli rossi zuccherata. La sua particolarità, tuttavia, risiede nell’elemento che lo rende ancora più legato alla cultura giapponese: una foglia di ciliegio hazakura (葉桜), che avvolge il dolce e gli conferisce un sapore distintivo, che può essere gustato insieme al mochi, anche se alcuni preferiscono rimuoverla. Il sapore della foglia salata, che a molti sembra inusuale, crea un contrasto perfetto con la dolcezza del mochi. Questa foglia, raccolta e conservata con cura, viene salata per intensificare il suo profumo e trasformata in un ingrediente iconico.

La storia del Sakuramochi affonda le radici nel quartiere Mukōjima di Edo (l’odierna Tokyo), nel 1717, anno in cui Shinroku Yamamoto, custode del tempio Chōmei-ji, aprì una piccola tisaneria chiamata Yamamoto-ya, letteralmente “Il negozio di Yamamoto”. La vicinanza del locale al tempio portò il dolce a essere inizialmente preparato per coloro che visitavano le tombe nel vicino cimitero. Questo contribuì in modo significativo alla diffusione del dolce, che si caricò presto di un valore simbolico e affettivo.

Proprio durante la cura del giardino del tempio, Yamamoto scoprì che le foglie di ciliegio, salate e fermentate, acquisivano una fragranza unica, simile alla vaniglia, grazie alla cumarina prodotta nel processo di salatura. Fu questa scoperta a dare al Sakuramochi il suo inconfondibile aroma.

Il legame con la tradizione dell’Hanami è altrettanto forte: grazie alla sua vicinanza al fiume Sumida, uno dei luoghi più iconici per ammirare i ciliegi in fiore nella capitale giapponese. Il Sakuramochi divenne presto il dolce preferito dai visitatori del tempio anche durante la fioritura primaverile. Le persone che, infatti, si recavano presso il fiume per ammirare i fiori di ciliegio approfittavano dell’occasione anche per gustare il dolce, unendo l’esperienza visiva e quella gustativa in un rituale che ancora oggi è molto sentito in Giappone.

Oggi, Chōmeiji, il nome odierno della tisaneria, continua a proporre il Sakuramochi seguendo la ricetta tramandata da secoli, mantenendo intatta l’autenticità del dolce. Tuttavia, oltre al Chōmeiji Sakuramochi, esiste anche un’altra variante, il Dōmyōji-mochi, originario della regione del Kansai, nel sud del Giappone. Prende il nome dal Dōmyōji, una zona della provincia di Osaka, e si distingue per la sua texture e preparazione.

A differenza della versione di Tokyo, questo dolce, che si presenta in una forma più compatta rispetto al classico Sakuramochi, è particolarmente apprezzato per la sua consistenza più rustica e il sapore ancora più deciso grazie al riso glutinoso. A differenza del Sakuramochi classico, che utilizza una pasta di riso dolce liscia, il Dōmyōji-mochi si realizza con il riso glutinoso fermentato, che conferisce al dolce una consistenza più grumosa. Il ripieno di anko rimane invariato, ma l’elemento distintivo di questo dolce è la simpatica forma rotonda, che ricorda l’aspetto dei fiori di ciliegio.

Anche in questa variante, la foglia di sakura abbraccia il dolce, rendendo ogni morso un connubio tra dolcezza e sapidità.

Il Sakuramochi, con la sua delicata combinazione di sapori e la connessione simbolica con la primavera, è un dolce che incarna la bellezza e la tradizione giapponese. Che si scelga la versione classica o quella più rustica del Dōmyōji-mochi, ogni variante offre un’esperienza unica da non perdere durante la stagione dei sakura.

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