19 Luglio 2026

Yoshitaka Amano: riscoprire l’incanto

Elena Damiano

Elena Damiano

Laureata in letteratura italiana e specializzata in cinema a Napoli con il produttore Nicola Giuliano, ha lavorato come autrice e sceneggiatrice nonché nell’ambito della comunicazione per realtà come Casa Sanremo. I suoi due grandi sogni sono andare a vivere in Giappone e scrivere un romanzo suo, meraviglioso e indimenticabile. Intanto, nutre questi sogni leggendo e consigliando  libri bellissimi come libraia. Nutre una passione viscerale per le belle Storie: le scrive, le legge, le guarda, le gioca.

Inaugurata il 28 Marzo di quest’anno e disponibile fino al 12 Ottobre, la mostra Amano Corpus Animae rappresenta, per chiunque si trovi a Roma, la possibilità di compiere un viaggio immersivo e straordinario nella produzione di uno degli artisti giapponesi più iconici dell’immaginario pop.

Dopo il successo milanese presso la Fabbrica del Vapore, la mostra firmata Lucca Comics & Games e curata da Fabio Viola è approdata a Roma nello spazio espositivo di Palazzo Braschi: un’occasione unica per ammirare da vicino più di centocinquanta opere del grande artista e ripercorrere così la parabola creativa di un vero e proprio inventore di mondi immaginari.

Se per la maggior parte del pubblico il nome di Yoshitaka Amano è strettamente connesso alla saga video ludica di Final Fantasy occorre però anche ricordare che la produzione dell’artista è, in realtà, molto più trasversale: partito negli anni 70 come animatore ( tra i suoi lavori storici Hurricane Polymar e Yattaman),  Amano evolve in modo significativo dando vita all’emblematico personaggio dell’ oscuro e malinconico cacciatore D per i romanzi illustrati della serie Vampire Hunter D.

Quando Hironobu Sakaguchi lo sceglie come character design della serie di videogiochi Final Fantasy,  il nome e lo stile di Amano si legano in modo indissolubile all’estetica onirica e sofisticata che ha reso celebre la saga in tutto il mondo. Le sue illustrazioni, dai tratti eleganti e delicati, sembrano emergere da un tempo sospeso, in cui si intrecciano elementi estetici tipicamente orientali, art nouveau e suggestioni occidentali, dando vita a figure eteree e paesaggi visionari.

Ed è proprio l’incanto nato da questa intersezione di mondi che i visitatori della mostra hanno modo di riscoprire in un percorso immaginifico che è un viaggio incredibile nei primi cinquant’anni di una carriera poliedrica e ricchissima, che irrompe in universi multimediali e culturali inaspettati, li fa propri e li restituisce in una declinazione unica (si pensi alle collaborazioni con Vogue ma anche con Neil Gaiman e il mondo DC).

Un’occasione da non perdere  per  chi già apprezza le opere del sensei ma anche e soprattutto per coloro in cerca di un’esperienza visiva ammaliante e irripetibile: una passeggiata tra mondi altri e visioni fantastiche sorprendentemente vicine al nostro sentire.

[Foto dal sito Museo di Roma – Dettaglio locandina della mostra]

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