19 Luglio 2026

Hiroshima e Nagasaki, il disastro visto dal cinema

Ferdinando Damiano

Ferdinando Damiano

Laureato in Lettere Moderne, con specializzazione in Filologia Moderna. È stato speaker Radiofonico presso UniSound, Radio Universitaria di Salerno. Giornalista Professionista dal 2022. Appassionato di Sport (calcio in particolare), Cronaca Nera, Geografia e Tecnologia. Ha collaborato con la Testata Web calcistica Salernitana Live e con la Fondazione religiosa Rachelina Ambrosini. Segue le vicende internazionali ed è sempre alla ricerca di notizie curiose dall' Italia e dal mondo.

Nei giorni della commemorazione e del ricordo, analizziamo alcuni film che raccontano il dramma da diversi punti di vista.

Tra il 6 ed il 9 Agosto 1945, vennero sganciate su Hiroshima e Nagasaki le bombe atomiche che cambiarono per sempre il destino del Giappone e di tutto il mondo.

Quei giorni bui sono stati un’indelebile ferita per l’umanità, raccontata in molte opere cinematografiche con uno sguardo diverso da quello classico incentrato su morte e distruzione.

Partiamo dal “dottor Stranamore”(1964) del Maestro Stanley Kubrick , dove mettendo insieme Black humor e satira politica si evidenzia l’assurdità di un conflitto atomico globale .

La scena clou del film è quella del generale Kong che cavalca la bomba, ricordando a tutti come Guerra Nucleare e interessi economici contino più della vita umana.

Altro film molto toccante è “Rapsodia in Agosto”(1991) di Akira Kurusawa, incentrato su Kane anziana sopravvissuta al dramma che prova a raccontare ai nipoti americani ciò che ha vissuto e che per difesa tutti tendono a “cancellare” dalla memoria.

Le nuove generazioni però, incuriosite dai racconti della nonna decidono di visitare quei luoghi il cui simbolo è un relitto dell’atomica , una vecchia struttura metallica che da gioco per bambini è divenuta un’aiuola curata da ex allievi di una scuola, in memoria di compagni scomparsi.

Tra i capolavori sul tema anche Hiroshima (1995), coproduzione televisiva Nippo-Canadese di Korehoshi Kurahawa e Roger Spootiwood, che racconta le ragioni dell’uso nucleare da parte Statunitense e le conseguenze per Hiroshima.

Si tratta di un’opera in cui la tragedia collettiva del bombardamento fa da cornice alle microstorie di chi ha vissuto quei terribili momenti.
Andando a tempi più recenti ,va citato Oppenheimer (2023) biopic di Christopher Nolan. Si raccontano l’ascesa e le contraddizioni del protagonista Robert Oppenheimer, direttore del progetto Manatthan.

Il film si concentra su temi come l’etica della Scienza, il rapporto tra politica e ricerca e la difficoltà di non essere ritenuti fragili ai tempi della guerra Fredda.

Pur non mostrando esplicitamente le bombe atomiche e loro conseguenze, si esplorano i conflitti interiori del protagonista che durante tutto il film si amplificano attraverso una grande angoscia.

Le reazioni del pubblico sono state contrastanti con critiche, per l’assenza di immagini esplicite e l’eccessiva narrazione filo-Statunitense soprattutto da parte di sopravvissuti Giapponesi ed elogi per la capacità di rendere “palpabile” la tensione morale e politica di quei tempi.
In conclusione questi e altri film vogliono sottolineare come, anche quando l’uomo smarrisce la ragione e la propria umanità, c’è sempre la speranza che attraverso ricordi e testimonianze le coscienze si illuminino e non accada mai più nulla di simile.

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