19 Luglio 2026

Elena Damiano

Elena Damiano

Laureata in letteratura italiana e specializzata in cinema a Napoli con il produttore Nicola Giuliano, ha lavorato come autrice e sceneggiatrice nonché nell’ambito della comunicazione per realtà come Casa Sanremo. I suoi due grandi sogni sono andare a vivere in Giappone e scrivere un romanzo suo, meraviglioso e indimenticabile. Intanto, nutre questi sogni leggendo e consigliando  libri bellissimi come libraia. Nutre una passione viscerale per le belle Storie: le scrive, le legge, le guarda, le gioca.

Il “seichi junrei” è un fenomeno sempre più in ascesa: si tratta del cosiddetto “pellegrinaggio degli anime”, cioè di quel tipo di turismo compreso di visite guidate, musei specifici e luoghi di culto che ruotano intorno alla venerazione degli anime più amati. Inutile negarlo, l’idea di una visita in Giappone ( e a Tokyo, in particolare) per moltissimi appassionati si traduce nella possibilità di poter esplorare, finalmente, un mondo in cui alle storie tanto amate su carta e schermo, attuali o cult del passato, viene riconosciuta tutta la dignità di un’opera adulta (non relegata, come spesso accade in occidente, a “cartone animato per bambini”).  Tra le varie opere, Sailor Moon di Naoko Takeuchi  continua, a circa trent’anni dal suo debutto, ad avere un posto speciale nel cuore dei giapponesi come in quello dei fan di tutto il mondo. Un posto che la rende protagonista di continue iniziative e celebrazioni, tra spettacoli teatrali, musical, musei dedicati ai costumi e alle tavole originali … insomma, la guerriera che veste alla marinara non ha smesso mai davvero di combattere per l’amore e la giustizia.
Ad esempio, basta camminare tra le vie di Minato, quartiere chic e tranquillo della capitale, per imbattersi in qualcosa di inaspettato: dei tombini decorati con i volti e i simboli delle Guerriere Sailor, perfetta fusione dell’infrastruttura urbana e della cultura pop. Un progetto tanto semplice quanto poetico, iniziato nel marzo del 2024 e divenuto nel tempo un vero e proprio itinerario per tutti gli appassionati.

Un’idea che nasce dai luoghi

Sailor Moon è una delle serie più iconiche dell’animazione giapponese, nata nei primi anni ’90 dal manga di Naoko Takeuchi: racconta la storia di Usagi Tsukino, una ragazza goffa e gentile che scopre di essere una guerriera destinata a salvare il mondo. Insieme ad altre quattro compagne, ognuna legata a un pianeta del sistema solare, affronta nemici, crisi personali e battaglie cosmiche, con la forza dell’amicizia e dell’amore. Dietro i costumi scintillanti e le trasformazioni magiche, c’è un racconto che parla di crescita, identità, amore e sacrificio e che non smette di affascinare intere generazioni a tanti anni dall’uscita. Un anime che ha lasciato un’impronta profonda anche fuori dal Giappone, conquistando milioni di fan in Italia e nel mondo.
Chi ha guardato e letto le avventure di Sailor Moon sa bene che Minato non è un luogo qualunque: è qui che vive Usagi Tsukino ed è  proprio da queste strade che parte la sua incredibile avventura . Azabu-Juban, in particolare, è il cuore pulsante del manga e dell’anime: una zona elegante ma a misura d’uomo, con vie pedonali, piccole attività, scuole, parchi e scorci meravigliosi, che sembrano disegnati davvero per comparire in uno shoujo manga. L’idea di decorare i tombini è arrivata nel 2024, quando il Comune di Minato ha deciso di celebrare il legame tra il quartiere e la serie, in collaborazione con la casa editrice Kodansha: un vero e proprio progetto di valorizzazione culturale che va oltre l’operazione nostalgica.
I tombini non sono stati scelti a caso: ogni posizione ha un legame diretto con i personaggi, con le loro storie, con le scene più amate dell’anime.

Cinque opere per cinque luoghi del cuore

Il primo tombino si trova proprio all’ingresso dello shopping district di Azabu-Juban. È quello più iconico: rappresenta Sailor Moon insieme a Tuxedo Mask, sullo sfondo della luna piena. Un omaggio alla coppia più celebre del mondo anime, ma anche al luogo in cui i due si incontrano per la prima volta.

Il secondo è davanti alla biblioteca del quartiere, nella zona di Shiba. Qui compaiono tutte le guerriere originali  (Moon, Mercury, Mars, Jupiter e Venus)in una posa dinamica, su sfondo blu. Anche in questo caso non si tratta di un luogo scelto a caso ma  di un richiamo alla scuola, allo studio e alla crescita: temi centrali nella vita delle protagoniste.

Il terzo, tra i più delicati, mostra le guerriere in kimono tradizionali. Si trova vicino alla scuola Toyo Eiwa, che secondo molti fan ha ispirato l’istituto femminile frequentato da Rei Hino, ovvero Sailor Mars.

Poi c’è il quarto, il tombino verde, davanti alla Shiba Water Station, a due passi dalla Tokyo Tower. È la zona che richiama Sailor Jupiter, forte e generosa.  Qui la torre, altro simbolo iconico della città porta alla mente di ogni fan tantissime scene memorabili.

Infine il quinto, il tombino giallo alla Keio Nakadori Shopping Street, dedicato a Sailor Venus. Un piccolo tributo anche al prequel Codename: Sailor V, dove Minako Aino è protagonista assoluta. Questo punto chiude simbolicamente il cerchio, con uno sguardo all’opera da cui tutto è iniziato

Non solo da guardare: da cercare, da vivere

La bellezza del progetto sta anche nella sua dimensione “interattiva”. I tombini non sono racchiusi in uno spazio espositivo, non sono protetti da vetri o da orari: sono parte della città, nascosti, come piccole gemme, tra le sue pieghe. Per questo, la città di Minato ha messo a disposizione una mappa illustrata che guida i visitatori in un itinerario urbano a tema Sailor Moon, una passeggiata che diventa un pellegrinaggio affettivo.
Proprio per questo sono moltissimi i fan, giapponesi e stranieri,  che hanno documentato l’esperienza sui social: c’è chi ha percorso tutto il tragitto in una mattinata, chi ha lasciato fiori accanto ai tombini, chi ha scattato foto in cosplay, trasformando le strade in un set vivente. Alcuni raccontano con emozione di aver riconosciuto scorci dell’anime nei dettagli reali del quartiere: una panchina, un semaforo, un’insegna.

L’arte urbana come linguaggio universale

Non è la prima volta che il Giappone utilizza i tombini come tele. Da anni esiste un vero e proprio movimento di “manhole art”, con disegni che celebrano mascotte locali, eventi sportivi, personaggi storici. Ma Sailor Moon rappresenta qualcosa in più: è un simbolo globale, un ponte culturale tra il Giappone e il resto del mondo.
Per tanti italiani cresciuti negli anni ’90, Sailor Moon è stata molto più di un cartone animato:  è stata la prima porta d’ingresso verso l’universo degli anime, con il suo linguaggio maturo, le sue emozioni più complesse, i suoi personaggi pieni di sfumature. E la sua estetica sognante e pastello assolutamente inimitabile e tanto apprezzata ancora oggi.
Camminare per Tokyo e trovare quei volti sotto i propri passi è come incontrare dei vecchi amici che non vedi da tanto. E proprio nel luogo in cui vi siete conosciuti.
Un’emozione semplice, come semplice e sincera è la bellezza di questo tipo di iniziative, un modo per la città di aprirsi in modo sensibile e creativo ai visitatori sempre più attratti dalla cultura pop.
Sono piccoli dettagli che riescono a fare da ponte tra memoria e presente, facendo sorridere e rivivere frammenti della nostra infanzia. Non solo piccoli pezzi di ghisa ma opere che raccontano una storia collettiva.

[In foto: i cinque tombini celebrativi dedicati a Sailor Moon – city.minato.tokyo.jp ]

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