19 Luglio 2026

DAL REALE AL VIRTUALE – I petali che diventano pixel

Ferdinando Damiano

Ferdinando Damiano

Laureato in Lettere Moderne, con specializzazione in Filologia Moderna. È stato speaker Radiofonico presso UniSound, Radio Universitaria di Salerno. Giornalista Professionista dal 2022. Appassionato di Sport (calcio in particolare), Cronaca Nera, Geografia e Tecnologia. Ha collaborato con la Testata Web calcistica Salernitana Live e con la Fondazione religiosa Rachelina Ambrosini. Segue le vicende internazionali ed è sempre alla ricerca di notizie curiose dall' Italia e dal mondo.

Nella cultura giapponese il sakura è qualcosa di sacro, ben più di un semplice albero di ciliegio dai fiori delicati e meravigliosi.

Lo si comprende dalla molteplicità di usi che ne vengono fatti: dalla cucina, dove impreziosisce piatti e bevande, all’arte, in cui diventa soggetto di capolavori senza tempo. Persino la pelle, con i tatuaggi che riproducono i fiori, si trasforma in tela.

Oltre a permeare la vita quotidiana, la presenza del sakura è forte anche nell’immaginario contemporaneo, in particolare nel mondo dei videogiochi. Qui il suo simbolismo e la sua versatilità trovano nuove declinazioni: può essere semplice elemento decorativo oppure diventare risorsa fondamentale per il gioco. In alcuni titoli i petali sono strumenti tattici, usati per confondere e colpire i nemici. Non c’è genere che non lo abbia accolto, dai GDR fino all’horror, passando per le app mobile.

Il nostro percorso inizia con Genshin Impact (2020), un gioco di ruolo disponibile su PS4, PS5, Microsoft Windows e altre piattaforme, che si può affrontare in modalità singola o multigiocatore. Qui il sakura appare come Sakura Bloom: per raccoglierlo occorre colpirlo con un’abilità di tipo Elettro, frammentando il fiore in piccoli petali da collezionare. Il giocatore li vede fluttuare, pronti a essere impiegati per cucinare, soddisfare richieste di personaggi come Kito e Kina o completare l’ascensione di Ayaka. I luoghi più ricchi di sakura sono l’isola di Narukami e il grande Narukami Shrine. Nel 2022 è arrivato anche un aggiornamento intitolato When The Sakura Bloom, con nuovi personaggi — tra cui Yae Miko — e nuove avventure.

Un altro titolo emblematico è Ghost of Tsushima, dove i fiori di ciliegio diventano elemento di design. La storia segue Jin Sakai, un samurai che, dopo l’invasione mongola, si trasforma da guerriero legato al codice d’onore a “fantasma”, capace di agire con astuzia e furtività. Uscito su PS4 (2020), PS5 (2021) e Microsoft Windows (2024), offre una visuale in terza persona e diverse modalità, inclusi i duelli con armi tradizionali come katana e kunai.

Il richiamo del sakura si fa anche figurativo nella serie Sakura Wars, avviata da Sega nel 1996 su Mega Drive. Una fusione unica tra strategia militare e simulazione romantica, ambientata in una Tokyo alternativa degli anni Venti. Le protagoniste, membri della “Flower Division”, combattono forze oscure guidate dall’ufficiale Ichiro Ogami. La serie ha avuto versioni ambientate anche a Parigi e New York, fino all’ultimo episodio Shin Sakura Taisen (2019).

Persino l’horror ha accolto il fiore di ciliegio. In Silent Hill: The Short Message (PS5, 2024) compare Sakura Head, una creatura fragile ma inquietante, composta interamente da petali. È la materializzazione del trauma di Anita, la protagonista, e di suo fratello, segnati dagli abusi materni. Qui il mostro non può essere sconfitto, ma solo evitato. Al tema si intreccia quello del cyberbullismo, che conduce una delle amiche di Anita al suicidio dopo una spirale di odio online.

Infine, il sakura si apre anche alla dimensione sociale e giocosa con Pikmin Bloom (2021), un simulatore in realtà aumentata sviluppato da Niantic in collaborazione con Nintendo. Camminando nel mondo reale, l’avatar del giocatore pianta e fa germogliare fiori, aiutato dai Pikmin, piccole creature vegetali. Dai fiori si ottiene succo per accelerare la crescita, distruggere funghi e condividere cartoline con gli amici. L’obiettivo: riscoprire il movimento e la socialità all’aria aperta, unendo il digitale alla vita quotidiana.

[Foto di Silvia Cardoni]

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SAKURA SAKU CREDIT Museum of East Asian Art photos_ © Museum of East Asian Art
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