19 Luglio 2026

Tatsuki Ryō e la profezia del 5 luglio che allarma il Giappone

Matteo Brambilla

Matteo Brambilla

Laureato in Lingua e Cultura Giapponese e Cinese presso l’Università Statale di Milano, coltiva da anni una profonda passione per il Giappone. Grazie a due esperienze di studio nel Paese, ha approfondito lingua, cultura e letteratura, sviluppando un approccio critico e appassionato agli aspetti più complessi della realtà giapponese, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra Italia e Giappone.

Negli ultimi giorni, in Giappone si è diffuso un crescente allarme legato a una presunta profezia che annuncerebbe una grave calamità per il 5 luglio. Al centro dell’attenzione la mangaka Tatsuki Ryō, nota per aver predetto con sorprendente accuratezza il disastro di Fukushima del 2011. Nonostante le autorità abbiano invitato alla calma, sottolineando l’assenza di basi scientifiche, sui social network continuano a circolare teorie e previsioni che alimentano l’agitazione. Su X, sta spopolando l’hashtag #日本滅亡 (Nihon metsubō, “Distruzione del Giappone”), che ha già superato le 40.000 condivisioni, mentre su TikTok è virale il trend “July5Disaster”. Il clamore attorno alla profezia, però, non si è limitato al web: secondo i dati ufficiali dell’Ente Nazionale del Turismo Giapponese, le preoccupazioni legate alla presunta calamità hanno provocato un calo del turismo in arrivo da Hong Kong dell’11%, spingendo alcune compagnie aeree a ridurre o cancellare temporaneamente voli verso il Giappone.

Il manga che ha scatenato l’ondata di preoccupazione si intitola 『私が見た未来』 (Watashi ga mita mirai, “Il futuro che ho visto”) ed è stato pubblicato per la prima volta nel 1999 dalla mangaka Tatsuki Ryō. L’opera, presentata come una raccolta illustrata di sogni premonitori vissuti dall’autrice, riportava in copertina una frase rimasta impressa a molti: “Una grande calamità avverrà nel marzo 2011”. Secondo quanto dichiarato dalla stessa Tatsuki, quella frase fu aggiunta poco prima della pubblicazione finale. Dodici anni dopo, in seguito al disastro di Fukushima, quella previsione è riemersa, suscitando scalpore per la sua apparente coincidenza con gli eventi realmente accaduti.

Il manga, dopo essere rimasto a lungo fuori commercio, è stato ripubblicato nel 2021 in un’edizione aggiornata dall’editore Asuka Shinsha, con il titolo 『私が見た未来 完全版』 (Watashi ga mita mirai – Kanzenban, “Il futuro che ho visto – Edizione completa”). Anche in questa occasione ha attirato l’attenzione, soprattutto per una seconda previsione riportata nella postfazione, in cui Tatsuki afferma che “il vero disastro avverrà il 5 luglio 2025”, basandosi, come di consueto, su un sogno avuto in passato.
Da lì hanno preso forma numerose teorie sul web, che spaziano da terremoti e tsunami fino ad asteroidi e persino alla fine del mondo. Tuttavia, nelle settimane successive, probabilmente a causa del crescente clamore mediatico, l’autrice ha ritrattato la propria affermazione, prendendo le distanze dalla data del 5 luglio, smentendo di possedere poteri premonitori e invitando i lettori a non interpretare i suoi sogni in senso letterale.

Il 2 luglio si è tenuta una conferenza stampa dell’Agenzia meteorologica giapponese, durante la quale il responsabile del monitoraggio sismico Ebita Ayataka ha ribadito l’assenza di qualsiasi evidenza a sostegno di un ipotetico disastro imminente. Ha inoltre chiarito che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non è possibile prevedere un terremoto con così largo anticipo. Infine, ha invitato la popolazione a mantenere la calma e a diffidare delle voci infondate, definendo queste teorie una forma di disinformazione priva di basi scientifiche.

[Copertina giapponese di “Il futuro che ho visto – Edizione completa” (Tatsuki Ryō, 2021). Immagine tratta dal sito Amazon Japan]

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