19 Luglio 2026

Akira Otani, la nuova regina del noir giapponese

Silvia Cardoni

Silvia Cardoni

Vive a Tokyo ed è laureata in Lingue Europee. Si dedica alla fotografia e al video editing, guidata da un autentico amore per l’arte, la storia e le culture del mondo. Per lei, una giornata ben vissuta è fatta di occasioni per imparare, esplorare e creare connessioni autentiche.

Akira Otani non ama essere ingabbiata in definizioni. Lo ha ribadito anche durante la cerimonia di premiazione a Londra, dove ha ricevuto un importante riconoscimento per la narrativa crime tradotta. Per lei, scrivere significa esplorare le sfumature più ambigue dell’esistenza, quelle in cui le persone sfuggono a etichette rigide e ruoli prestabiliti.

Questa filosofia attraversa in pieno The Night of Baba Yaga, il romanzo con cui Otani ha appena vinto il prestigioso Dagger Award per la miglior opera di crime fiction tradotta. Pubblicato in inglese nel 2024, il libro ha rapidamente fatto parlare di sé nel mondo anglofono, conquistando sia la critica sia i lettori.

Ben lontano dall’essere un semplice noir sulla yakuza, il romanzo intreccia atmosfere violente e delicate storie di legami personali. La protagonista, Yoriko Shindo, è una donna di origini miste, dotata di abilità fisiche eccezionali, incaricata di proteggere la figlia di un potente boss mafioso. Tra le due nasce un rapporto che sfugge alle definizioni, trasformandosi in un legame sentimentale intenso e inatteso.

Ma il successo di Otani si inserisce in un contesto più ampio: negli ultimi anni, la narrativa giapponese — e in particolare il noir — sta vivendo un momento di grande attenzione in Occidente. Dai classici come Tokyo Express di Seicho Matsumoto a romanzi più recenti come Butter di Asako Yuzuki, il pubblico internazionale sembra sempre più affascinato dai racconti oscuri provenienti dal Giappone.

Otani rappresenta oggi una delle voci più interessanti di questa nuova ondata. Con uno stile che molti definiscono visivo e incisivo, riesce a costruire scene dal forte impatto emotivo, evocando atmosfere quasi cinematografiche. Ma, al di là dell’azione e dei codici criminali, sono i suoi personaggi a colpire: fragili, contraddittori, profondamente umani.

È proprio in questi contrasti che si misura la forza della scrittura di Akira Otani, capace di trasformare il noir in un terreno fertile per esplorare l’identità, i desideri e i legami più complessi. E di portare una prospettiva nuova e sorprendente nel panorama della narrativa giapponese contemporanea.

[Copertina giapponese di “The Night of Baba Yaga“. Immagine tratta dal sito Amazon Japan]

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