Il lancio di Nintendo Switch 2, uscita il 5 giugno 2025, è stato un evento attesissimo dai fan di tutto il mondo. La console, annunciata nel febbraio di quest’anno, si inserisce nel mercato videoludico come un’evoluzione in termini di tecnologia e design rispetto alla sua predecessora, la Nintendo Switch, che dal 2017 ad oggi ha registrato incassi da record e numeri di vendita straordinari.
Tuttavia, l’azienda giapponese Nintendo si è trovata costretta a mettere in atto delle strategie pensate per contrastare sia l’indebolimento dello yen, sia il conseguente fenomeno di rivendita delle console acquistate in Giappone con una valuta favorevole e rivendute all’estero a prezzi esorbitanti: una piaga che si sta diffondendo sempre più in ogni ambito del collezionismo nipponico e che penalizza i cittadini giapponesi.
Queste strategie hanno da un lato arginato il fenomeno della rivendita (in giapponese 転売 tenbai, uno dei topic più discussi negli ultimi mesi in rete), ma dall’altro hanno limitato anche l’acquisto da parte dei giapponesi che volevano comprare la console per uso personale, generando un’ondata di polemiche verso l’azienda di Kyoto.
Versione giapponese e versione multilingua
Una delle principali strategie messe in atto da Nintendo è stata quella di rilasciare due versioni differenti di Switch 2 per il mercato giapponese. La prima, denominata 国内専用 (Kokunai Senyō – “solo per uso interno al Giappone”), è giocabile solo in lingua giapponese; la seconda versione è invece multilingua ed è la stessa che viene venduta nel resto del mondo.
La discriminante è data dal prezzo: la versione monolingua giapponese venduta a 49.980 yen (circa 290 euro), mentre la versione internazionale costa ben 69.980 yen (circa 410 euro), in linea con il lancio europeo e americano, dove viene venduta rispettivamente a 470 euro e 449 dollari.
Questa scelta è stata pensata per agevolare i cittadini giapponesi e scoraggiare i turisti dal comprare grandi quantità di Switch 2 da rivendere all’estero, andando però a svantaggiare i residenti stranieri in Giappone, che si vedono costretti a spendere una cifra maggiore per poter giocare in una lingua diversa dal giapponese.
Acquisto tramite lotteria online
Il secondo approccio adottato da Nintendo è stato quello di limitare le vendite della console attraverso un articolato e complesso sistema di lotterie online, utilizzato in Giappone in molti ambiti, come ad esempio per la vendita di biglietti per concerti.
Dal 5 giugno ad oggi, si sono tenute cinque lotterie ufficiali sul sito del Nintendo Store, mentre altre sono state affidate ad alcuni negozi fisici, tra cui la famosa catena di elettronica BigCamera. Una novità recente è la graduale comparsa di alcune unità disponibili direttamente nei negozi fisici senza bisogno di partecipare a una lotteria, seppur in quantità molto limitate.
Tuttavia, anche solo prendere parte al sistema di lotteria di Nintendo non è un’impresa facile, in quanto è necessario soddisfare determinati requisiti, tra cui aver giocato un certo numero di ore alla vecchia Nintendo Switch ed essere in possesso di un abbonamento Nintendo Switch Online.
Per questo motivo si è generata un’ondata di polemiche tra gli utenti giapponesi, che si sono ritrovati impossibilitati ad acquistare senza vincoli la tanto attesa Nintendo Switch 2. Ancora oggi, molte persone non sono riuscite a mettere le mani su una copia dell’hardware.
Vendite nel primo mese di lancio
Nonostante queste limitazioni, il sito Famitsu riporta che le vendite di Nintendo Switch 2 in Giappone ammontano a circa 1 milione e 400 mila unità nel suo primo mese di vita. Un dato incredibile, soprattutto considerate le complesse modalità di acquisto, che dimostra la forte voglia del pubblico giapponese di giocare alla nuova console di casa Nintendo. Non resta che attendere l’annuncio ufficiale di Nintendo riguardo all’allentamento di queste misure restrittive, che secondo alcune voci dovrebbe avvenire già dall’autunno di quest’anno.
[Foto dal sito di Amazon Japan]
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