19 Luglio 2026

Mi ricordo il tuo nome. ‘Your Name’ e la leggenda dell’Akai Ito

Elena Damiano

Elena Damiano

Laureata in letteratura italiana e specializzata in cinema a Napoli con il produttore Nicola Giuliano, ha lavorato come autrice e sceneggiatrice nonché nell’ambito della comunicazione per realtà come Casa Sanremo. I suoi due grandi sogni sono andare a vivere in Giappone e scrivere un romanzo suo, meraviglioso e indimenticabile. Intanto, nutre questi sogni leggendo e consigliando  libri bellissimi come libraia. Nutre una passione viscerale per le belle Storie: le scrive, le legge, le guarda, le gioca.

Mitsuha Miyamizu vive in un piccolo villaggio giapponese immerso tra montagne e tradizioni, sognando una città lontana. Taki Tachibana abita a Tokyo, la metropoli frenetica fatta di luci e rumori incessanti: Lui e Lei sono due mondi all’antitesi. In Your Name., Makoto Shinkai intreccia le loro vite attraverso uno scambio di corpi che li sorprende e li confonde mescolando le loro esistenze per condurli, infine, a conoscersi prima ancora di incontrarsi. Ogni giorno si risvegliano nella vita dell’altro, avvicinandosi tramite una corrispondenza fatta di gesti, ricordi e abitudini: un meccanismo fragile, che rende la loro connessione inevitabile e insieme incerta.

Quando uscì nel 2016 il film riscosse un immediato successo, superando i record di incassi in Giappone e conquistando premi e riconoscimenti internazionali. La storia di Taki e Mitshua riuscì nel difficile compito di generare attenzione anche in quell’ampia fetta di pubblico non interessata ai prodotti anime, certamente attratto dalla qualità visiva ma anche dalla capacità della narrazione di fondere emozioni, riflessioni ed estetica. Una magia rara nel mondo degli anime che è riuscita, oltretutto, a svilupparsi oltre il film e a trasportare la storia verso altri media per aumentarne ancora di più la diffusione: è grazie alla pubblicazione del manga e del romanzo ufficiale che i protagonisti si sono guadagnati ancora di più un posto nel cuore del pubblico, creando un legame solido tra spettatori, le tematiche e i personaggi.
Un’ impresa che assume ancora più significato se si pensa che il tema principale dell’opera è proprio quello del “Legame” : l’Akai Ito, il filo rosso del destino.

Nella leggenda giapponese, gli dei uniscono due persone attraverso questo filo stretto intorno ai mignoli, creando così quel legame invisibile che trascende tempo e spazio: due persone unite dal filo rosso sono destinate l’una all’altra e, prima o poi, si incontreranno e riconosceranno. Nel film questo concetto è palese quando i due protagonisti, dopo aver vissuto sempre più tempo l’uno nei panni dell’altra, cercano il loro nome, come una conferma, una rassicurazione. È proprio in quel momento che sopraggiunge un elemento nuovo: il ricordo.

Nella leggenda giapponese ogni persona è connessa ad un’altra tramite questo legame invisibile, che sfida le convenzioni dell’incontro ordinario. In Your Name, quel filo assume forma quando Mitsuha dona a Taki la sua treccia rossa, quando le lettere che lui le lascia sul palmo della mano smettono di cercare, senza successo, di identificarsi tramite il nome e diventano semplicemente l’espressione “Ti amo”: a quel punto l’invisibile si concretizza in un segno di appartenenza.

Il filo, però, non appartiene soltanto all’immaginario giapponese. Anche in Europa ricorre come simbolo antico, con un significato diverso ma speculare. Si pensi alla mitologia greca: Arianna lo affida a Teseo per ritrovare la strada nel labirinto mentre le Parche lo filano e lo recidono per misurare la durata di una vita. Se in Oriente il filo lega, in Occidente guida. In entrambi i casi salva.
Il filo rosso lega ciò che il tempo divide mentre il filo di Arianna indica la via per tornare. Due tradizioni che si incontrano nel desiderio comune di ritrovarsi dopo essersi smarriti, in quella speranza propria di ogni essere umano di ritrovare uno spazio sicuro ed essere accolto.

Quando  Mitsuha e Taki finalmente si ritrovano, il filo rosso  ha portato a termine il suo compito e il ricordare improvvisamente i loro nomi e pronunciarli, come alla fine di una temporanea amnesia, altro non è che una conferma: Lui e Lei sono proprio dove devono essere.
 Il filo rosso non è più teso.

I post più letti

Tokyorama-momenti-sospesi
SAKURA SAKU CREDIT Museum of East Asian Art photos_ © Museum of East Asian Art
tokyorama-sasabe-shintaro (2)
Torna in alto